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Un progetto del
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Il Progetto

team_progettoIl ritardo di diagnosi

I recenti dati provenienti dalla ricerca scientifica mostrano che il primo uso di sostanze, mediamente, avviene già intorno ai 14 anni di età mentre l'accesso ai servizi di cura arriva solitamente dopo un lasso di tempo che può variare dai 5 agli 8 anni dall'inizio del consumo, a seconda della sostanza in questione1. Il tempestivo riconoscimento del comportamento assuntivo e la messa in atto dell'intervento perciò risultano determinanti ai fini della prevenzione per evitare nel soggetto danni anche permanenti all'organismo e al cervello, lo sviluppo di dipendenza, il rischio di morte per overdose o il rischio di contrarre malattie infettive (HIV, epatiti).

Obiettivo del progetto

Il progetto “Diagnosi precoce dell'uso di droghe e intervento precoce nei minori” ha come obiettivo quello di individuare il più tempestivamente possibile i soggetti minorenni che consumano sostanze stupefacenti e di attivare, il più precocemente possibile, misure di intervento adeguate.

In queste pagine, gli operatori dei Dipartimenti per le tossicodipendenze, i genitori, gli insegnanti e altre figure educative troveranno indicazioni utili per individuare quanto prima l'uso di sostanze da parte di un minore, per attivare tempestivamente percorsi di intervento adeguati e per utilizzare strumenti utili alla diagnosi e all'intervento. Tutto ciò in ottemperanza alle linee di indirizzo tracciate dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri “Diagnosi e intervento precoce dell'uso di sostanze nei minori mediante counseling motivazionale, drug test e supporto educativo alla famiglia: metodi e razionale”. 


Metodo

team_progetto Il metodo proposto dal Dipartimento Politiche Antidroga per la diagnosi e l'intervento precoce dell'uso di droghe prevede l'utilizzo del drug test professionale e l'impiego delle strategie di counseling motivazionale che coinvolgano tutto il nucleo familiare. Il servizio di drug test preventivo professionale avviene su richiesta dei genitori, viene eseguito in modo riservato e volontario, con l'adesione volontaria del minore. Il ragazzo e la sua famiglia vengono assistiti con un apposito servizio di consulenza e affiancamento da parte di personale sanitario esperto sia prima che dopo l'esecuzione del test. Il counseling educativo motivazionale si caratterizza come intervento con caratteristiche strutturali e professionali tipiche e specifiche adattate alla fascia di età a cui è rivolto e le cui azioni sono rivolte al miglioramento delle capacità di fronteggiamento, allo sviluppo di un ambiente sociale adeguato, alla promozione della salute fisica e mentale.


1 Relazione annuale al Parlamento 2011, Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri

© 2012 Dipartimento Politiche Antidroga,
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Si ringrazia
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